Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Rosa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rosa. Mostra tutti i post

lunedì 1 gennaio 2018

Il Trovatore

Avete, forse, pianto udendo i canti
del Trovatore per le vie di neve?....
Singhiozzaste? Al verone urlando i carmi
lo avete udito?
Schiudeste i pètali alle ombre del mare
che il liuto suo ne andava a evocàr mesto?....
Lo inebrïaste del vostro olezzàr
di rampicanti rose sul castello?....
Taceste, o sospiraste al suo lamento?
Lo avete udito?
Soffriste in cuore, o presto sorrideste
al trillàr della nenia di bufera?....
Volgeste i càndidi occhi della Luna?....
Chi mai fu più crudele: voi o io, dite?
Lo avete udito?
Vi portò Iddio i suoi sensi com'ei volle,
o ancora voi ignorate il suo tormento?....
Avete poi inseguita la scia sua
di neve sul sentiero burrascoso
perduta nell'infinito del ghiaccio?....
Lo avete udito?
Denigraste i suoi versi nella Notte
chiamandoli peccato abominèvole
nella secreta Furia che destava?....
Irrideste cotanto etesio fuoco
di sì irredenti pàlpiti e dolore?....
O forse non li sentiste nel vostro
giaciglio della torre prepotente
svettante al cielo della vostra Luna?....
Lo avete udito?
Sapeste che un Trovatore decise
reprìmere il suo cuore e silenziare,
l'arme sguainando contro i Sogni immani,
per voi tacèr, e soffrire per voi?....
Lo avete udito?....
Parlate voi!




Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, in Dì di Lunedì I Gennaio dell'Anno del Signore Iddio Gesù Cristo, di Grazia e di Fede AD MMXVIII.

martedì 18 agosto 2015

In Ode d'una Rosa e d'un Cigno

Il lago palpita,
dal fresco lido
v’è la montagna.
E tu, e tu, oh càndido,
esci dal nido.
Che è questa lagna?

Cigno dei monti, perché piangi all'acque?
Forse è la rosa che scorgi e che grida,
e che appassisce, come un'altra giacque,
e un fiore della Morte in te s'annida.
Vedi? I suoi steli decadono, e lenti
ondeggiano sul lago; e va il tuo canto
a seguirli, e l’Ignoto asperge il pianto
di lunghi e incerti e intensi patimenti.
Ma non sai che defunti i canti, i tuoi,
i tuoi Destini, ahimè, saranno i suoi?
Non finìr di cantàr! La Sorte vede!
Se un cigno tace, sai tu che succede?

La rosa è l’ultima
del monte estivo.
Cantale un salmo!
Non sai che il petalo
sarà giulivo,
forse più calmo?

Ala di Luna, perché questa danza?
La rosa muore, e tramonta l’estate.
No! Non tacèr! Continua la romanza!
Sii tu del Fato il sempiterno Vate!....
Ma perché il fiore che annega s’avanza?
È il rosso sangue di sere dorate;
e nella Notte che viene s’ammanta.
Anima mesta, perché il cuor ti canta?

La Morte è in spasimo,
tinta di nero.
La senti, oh mesto?
Silenti i gemiti
del cimitero,
Fato funesto!

Rostro di nenie, non odi il silenzio?
È la valle d’intorno che guaïsce,
un labbro muto attoscato d’assenzio.
Vedi la rosa? Un’onda la ferisce,
e nel perenne flutto la trascina,
dove il lago in furòr la seppellisce.
Oh perché, oh cigno, ella non s’incammina
sotto le tue ali, cui l’acqua addestina?

Devi sol gèmere!
Oh falbe penne,
non v’agitate!
La Vita spasima,
volto perenne.
Perché lagnate?

Cigno in singhiozzi, perché piangi il fiore?
Non fu che vano, e vanamente langue.
Ma non era il tuo sogno? era l’Amore
che il tuo cuor lamentava in tanto sangue?
È morto! È morto! e il sognàr è finito,
e non ti resta che un canto d’eterno,
qui prolungato all’autunno e all’inverno;
e se vuoi, muori! E vedrai l’Infinito!
La rosa annega, e tramonta e scompare,
come fa il Sole al termine del mare.
Una speranza d’Amore è sepolta.
Tace il tuo labbro. La Morte! Ecco! Ascolta!


Massimiliano Zaino di Lavezzaro



Martedì XVIII Agosto AD MMXV