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venerdì 26 novembre 2021

Le Ombre degli Aironi

Sogno di Notte le ombre degli aironi

che planano leggere e vanno a stormi

verso campagne remote e lontane,

donde svaniscono al mio sguardo. Ma ora,

occhi di piccoli pennuti in volo

diventeranno le mie ampie pupille..

e vedrò il mondo e gli orizzonti eterni

e i confini dei mari tempestosi

e i monti remiganti sulla neve.

Poi, verrà l’alba e il sogno morirà,

senza plauso né gloria e senza nome.

Così torna la mia anonima cella..

le solite ombre dalla mia finestra.

Dipinto di Józef Marian Chełmoński (1849-1914), La Partenza delle Gru, Tardo-Romanticismo, Realismo, Accademismo polacco, 1871. Olio su Tela, 41,5x57,5 cm. Collezione privata sconosciuta.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Venerdì XXVI Novembre AD MMXXI.

martedì 9 novembre 2021

Ali

Vorrei planare l’ale stanche e assenti

come l’airone della mia campagna,

sopra le ramora ignude dei pioppi,

sotto l’ambra del Sole decadente,

balzare sulla belletta indurita

per osservare quanti arano e spigolano

attendendo la nuova Primavera,

e il venir dell’Autunno e tante nebbie,

e le scie delle nuvole febbrili..

e farmi dire dalle foglie gli ultimi

disii prima di far salti per terra

dove diventano ombreggiante polvere,

sul greto di spigolose castagne.

Mi pettinerò allora le albe piume

per corteggiare una femmina umana,

l’attenderò sulle tegole rosse

simile a un anemometro di bronzo

che le suggerirà la direzione

dei suoi passi del suo cuore e dei suoi occhi;

spiccando il volo, sarò finalmente

libero di essere, libero d’amarti.

Dipinto di Georges Antoine Rochegrosse (1859-1938), La Morte della Porpora (La Mort de la Pourpre), Accademismo, Simbolismo francese, 1914. Olio su Tela, 219x298 cm. Musée d'Arts de Nantes, Nantes, Francia.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Martedì IX Novembre AD MMXXI.

lunedì 20 settembre 2021

Grigio

È il regno delle nebbie che si appresta,

sei la vecchia malia del vecchio Autunno,

sono io il lamento degli augei che migrano.

 

È il richiamo dell’ultima Tempesta,

l’ultima pozzanghera tra la sabbia,

sono l’airone che salta e che sibila.

 

Allora sto nel campo, su una zampa

sola, compagno della terra e amico

dell’aëre sconfitto e prosciugato,

 

e in quest’attimo orrendo non mi scampa

la predetta doglianza dell’oblio,

ma volo libero, dentro il mio Fato..

 

fino al mio Fato, nella più dissolta

putrefazione della quiete umana,

forse nell’incubo oscuro di un Dio,

 

un’immagine incerta.. oscura.. avvolta

dalle nebbie, la terra umida e arcana..

la terra che mi chiama.

Dipinto di Caspar David Friedrich (1774-1840), Spiaggia del Mare nella Nebbia, Pre-Romanticismo, Romanticismo, Pre-Simbolismo tedesco, 1807. Olio su Tela. Galleria del austriaca del Belvedere, Vienna.
Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, Lunedì XX Settembre AD MMXXI.

martedì 21 gennaio 2020

Vorrei essere un Airone

Vorrei essere un airone, un fido amico del vento
che rallegra le buie Anime
dell'inverno: volar... volar lontano!
Oh fossi un vagabondo per le terre
e le bellette delle ripe! o un buon
agitatore di nuvole calme
e leggere! parlare al Sole e chiedere:
"Dove vai? Forse dove posso andar
anch'io?.... Qual è il tuo nuvolo preferito?....
Qual è il tuo bacio sulle mie lunghe ale?....
Posso entrare nel tuo antro misterioso,
quello in cui tutte le Notti confidi
per il riposo?".
Sarebbe bello cantar con il becco deluso e feroce
tutta l'assenza della sua risposta.

Caspar David Friedrich, Un Campo con Corvi, Romanticismo tedesco, Prima Metà del Secolo XIX

Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, in Dì di Martedì XXI del Mese di Gennaio AD MMXX.

giovedì 3 ottobre 2019

Come un Airone

Come un aïrone ora la terra calpesto e il fango umido,
tra i sentieri vagolando della mia campagna, ove dorme

nel suo talamo perpetuo Persefòne, scelta compagna
dell'Ade e delle sue nebbie, già acerbi preludi per me

del funebre Autunno di Novembre, quando di sera
l'orizzonte ricopre la pallida bava di Spiriti

morti. Sì! io sono un aïrone, con la sua goffaggine eterna
nell'eloquenza di quei rametti che fanno da zampe,

e con il becco ricurvo, gli artigli scomposti sui prati
marciti... egli, gitano dell'aëre fosco e crudele,

il quale nel suo ingenuo urlo le sacre orfiche orge disfida
della Notte che sovviene vicina. Sì! io sono un aïrone;

e mi perdo nell'attimo d'un piccolo volo nel vuoto, nel-
l'immenso d'una Natura e sconvolta, e assonnata, e profonda,

nel volto funereo, vivente, spirante, e nel mare
d'un occhio che guarda e osserva la crudele infamia di questo

mio cuor che urla sognando - oltre gli infiniti suoi termini
il mistero dell'orizzonte.

Io son come un aïrone. Ma di lui mi mancano il cuore,
e questa Libertà.

Sesshû Tôyô, Un Airone e altri Oggetti naturali, Pittura tradizionale giapponese, Inizi del Secolo XVI

Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, in Dì di Giovedì III del Mese di Ottobre AD MMXIX.

venerdì 5 ottobre 2018

Il Lamento dell'Airone solitario

Oh come solitaria è la campagna!
Come dormono i campi appen mietuti!
Come il silenzio profondamente urla
nell'eco alterna di muti singhiozzi
da' boschi, dal ruscello, e dall'Arbogna
di fuggevoli rondini e pettirossi!....
Fuggite, oh voi! declamo, verso l'Africa
e gli eremi selvaggi, oh viaggiatori
delle vette più incognite del cielo...
fuggite! e qui lasciatemi così
mutevolmente solitario e mesto,
talvolta desiderato da' Sogni!
Lasciate la mia povera ombra oscura;
e far memoria non osate, oh piume,
di me, del pianto che sotto di voi
sovente esprimo, le làgrime amare
a stento trattenendo! E mentre errando
scorro nel regno vostro di rami e ale,
la Gioia cercando per gli stagni ornati
di cotante appassite e vecchie tife
e remiganti ninfee naufraganti
nel mio occhio avvezzo all'Autunno ruggente,
e mentre chieggo al Fato un po' di pièta,
a esser meco men crudel e men tremendo,
e mentre Sogno, oh! trattenetemi, Anime
vagabonde, nel flebile tramonto
a cui cantate, perché io possa a voi essere
testimone del vostro sonnecchiante
ultimo sonno in codeste pianure,
come voi siete ombre sopra la mia
solitudine odiata! E maledite
il mio Destino! Fate che sia mònito
a' Sognatori! E poi volate via!....
Oh come solitario m'è rimasto
dipinto con il sangue della sera
e della Notte con l'inchiostro amaro
del vecchio iris il mio campo preferito!
Come dure mi sono e ben sgradevoli
le stoppie del granoturco, e le ripe,
e le risaie prosciugate e mietute,
le quali si riposano attendendo
un lontano versorio di fatica
e di tormento! Come invecchio agli occhi
d'una mai colta Vita! E come tremo!....
Io... al centro delle fanghiglie... io, al centro
d'un campo, con il becco vergognoso
nascosto nelle mie ale... io solitario
nel vacuo spazio d'immane orizzonte...
con le zampe affogate in freddo fango...
io, che sento d'intorno rimbombar
gli ultimi spari della nuova caccia....
Oh! Potessero almeno seppellirmi
le tue mani, oh Gioia, che m'ignori e taci,
quando diman troverai camminando
un airone defunto, il cui sembiante
muta canzone ne canta per te!
O potesse un tuo bacio ridonarmi
quella Vita che questo oscuro Autunno
con i miei Sogni m'ha portato via!....
Ma la Notte sovviene... urla... ed è truce!
La Notte mi divora.

Marcus Stone, Luna di Miele, Tardo-Romanticismo e Simbolismo inglese, Seconda Metà del XIX Secolo


Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, in Dì di Venerdì V del Mese di Ottobre dell'Anno del Signore Iddio Gesù Cristo, di Grazia, di Fede e di Pace AD MMXVIII.

giovedì 22 marzo 2018

L'Airone di Primavera

Oh àiròne... àiròne! Nel tuo fango
è forse Primavera a germogliàr
felice! e i semi de' i campi ti nùtrono
a' cespi spogli, ma presto rigogliosi
di viòle. Così t'osservo e penso!
Ma la Vita... la gioia... l'ardòr cos'è,
oh scrutatòr de' l'orizzonte arcano?....
Un soffiòne... un soffiòne al vento.

Oh àiròne... àiròne! Pe' il tuo strìdulo
canto si inoltra la fame tua invitta....
Perfida, eterna rivàl è questa fame,
che il Tutto avvince: l'Essere e il Vivente,
l'impulso che ci spinge a gèmer sempre;
e speme, e Sogno, l'incubo e l'Amore,
e la contentezza, e il diletto, e il piacèr,
che sono se non vìttime del vento?....

Oh àiròne... àiròne! Ma perché
vedendo te io dispero in questa terra
che mi rimembra l'orìgine mia?....
Come te, infatti, io sòn Natura e fame,
e ho l'Anima che è ordita con le nùvole;
e sono atòmo, e sono corpo e spìrito...
e sono senso, e sòn preghiera, e sono
immàgine fatàl d'un Dio di vento!




Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, in Dì di Giovedì XXII del Mese di Marzo dell'Anno del Signore Iddio Gesù Cristo, di Grazia, di Fede e di Pace AD MMXVIII.