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domenica 12 novembre 2017

A ***

Se nella Notte io men vo’ pe’ i miei Sogni,
e per l’insonne áëre profano
forse sarà che sempre l’alma imago
tua, e il tuo sguardo, e gli áliti tuoi, o donna,
in flebile menzogna appariranno;
e m’andrà a mòlcere il membràr di te,
e di là della Luna, e delle nubi
io tanto strillo che ho in cuor sepolto
al tuo orizzonte urlerò. Ma tanto è breve
quell’attimo che chiama a indarne spemi,
il Sogno; sì che tu, o mia giovinetta,
presto svanisci; e fosti ombra e desìo
che quella rimembranza mia or quivi
innalza alla vaporosa visione; e
mentre il gelo del vespro e la mestizia
i limiti mi vàrcan della pena…
e donde nebbia a conquìder sen gìa
l’aër ‘ve tu spazïavi, la Notte
è sempre più tremenda a’ gli occhi miei;
e quando viene l’alba, io andrò annegàndomi
con la tua fuga, in un eterno addio.




Massimiliano Zaino di Lavezzaro, Mia Registrata, in Dì di Sabato XI del Mese di Novembre dell’Anno del Signore Iddio Gesù Cristo, di Grazia e di Fede AD MMXVII.

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